US Real GDP 4Q07: -0.6% (no, non ho sbagliato a scrivere)

Mercoledì è stata una giornata molto importante per i mercati finanziari.

Negli Stati Uniti sono usciti i dati sul GDP del quarto trimestre del 2007 e la Federal Reserve ha abbassato il costo del denaro di altri 50bps.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, le attese degli investitori sono state pienamente soddisfatte e il mercato ha reagito positivamente (sebbene poi abbia ritracciato per altri motivi, ovvero i problemi legati ai monoline insurers, che approfondiremo altrove).

Tuttavia è il primo dato che ci interessa maggiormente, poiché ritengo che il mercato non abbia colto pienamente quanto pubblicato dal Bureau of Economic Analysis degli Stati Uniti il 30 gennaio.

Un piccolo appunto. Molti investitori professionali (se non tutti) hanno accesso a costosi infoprovider come Bloomberg, Datastream o Reuters, che raccolgono in schermate facilmente leggibili tutte le maggiori statistiche. Sono pochi quelli che vanno invece a scavare dentro le pubblicazioni ufficiali, spesso difficilmente rintracciabili e sicuramente molto noiose, per cercare maggiori dettagli e riuscire a trovare delle chiavi di lettura più efficaci.

Le mie perplessità sono legate al fatto che il GDP reale pubblicato mercoledì, quello ovvero depurato dall’effetto “inflazione”, è ottenuto sottraendo il deflatore del prodotto interno lordo al dato nominale.

La mia riflessione riguarda proprio il deflatore del PIL: viene infatti utilizzato un dato statistico che depura ed elimina completamente la componente “importazioni”, come se i beni importati e i loro prezzi relativi non avessero un impatto decisivo sul livello generale dei prezzi di un’economia aperta come quella degli Stati Uniti.

Cerchiamo di approfondire questo problema.

All’interno della pubblicazione ufficiale del Bereau of Economic Analysis ci sono un paio di righe che testualmente dicono:

“[…]The price index for gross domestic purchases, which measures prices paid by U.S. residents, increased 3.8 percent in the fourth quarter[…]”

Tutti (forse) sanno cosa significa deflatore del PIL, ma pochi si sono mai soffermati sul cosiddetto “deflator for gross domestic purchases”.

Questo indicatore tiene in considerazione mutamenti nei prezzi di tutti i beni e/o servizi acquistati dai residenti di un paese, inclusi quelli importati dall’estero. Se ad esempio il prezzo del petrolio aumentasse, tale aumento verrebbe pienamente incorporato nel “deflator for gross domestic purchases”, mentre viene oggi totalmente ignorato dal deflatore del PIL.

Tendenzialmente, i due indicatori si muovono in tandem, eccetto quando i prezzi delle importazioni crescono in modo rilevante. Questo può appunto avvenire quando ci sono aumenti nel costo delle materie prime (come è recentemente accaduto con il petrolio e altre commodities), e/o quando il valore della valuta domestica crolla (come è capitato per il dollaro statunitense negli ultimi anni), il che rende automaticamente più costosi i beni importati.

In questi casi, il “deflator for gross domestic purchases” rappresenta una misura più attendibile per rilevare il livello dei prezzi di un’economia, e sarebbe quindi l’indicatore idoneo da utilizzare per ottenere il dato relativo al prodotto interno lordo reale.

Cosa succede se quindi cerchiamo di ottenere il dato relativo al GDP reale del quarto trimestre 2007 sottraendo NON il deflatore del PIL, bensì il “deflator for gross domestic purchases”?

Il GDP nominale è uscito a +3.2%.

Il “deflator for gross domestic purchases” è uscito a +3.8%.

Il GDP reale è quindi -0.6%.

Ovvero, l’ultimo trimestre del 2007 è stato un trimestre di crescita reale negativa.

P.s.: per chi fosse interessato a maggiori approfondimenti, il link prima segnalato contiene molte altre informazioni interessanti su investimenti, spese per i consumi, debito e tanto altro ancora