Quando nel 1848 la Restaurazione ha dovuto confrontarsi con nuove rivoluzioni, si dice che all’abdicazione di Luigi Filippo d’Orleans Metternich abbia sentenziato: “quando Parigi starnutisce, l’Europa si busca un raffreddore”. Bell’aneddoto che è stato più volte riapplicato ad altri contesti e che ritrova ora la sua ratio fondamentale: la Francia è troppo importante per il continente Europeo. Lo era allora e lo è oggi. La vincita di Hollande – ampiamente prevista e, probabilmente, altrettanto ampiamente scontata dai mercati – all’apertura dei listini odierni ha fatto temere ad alcuni che ci fosse qualcosa di non ancora perfettamente prezzato dagli investitori, salvo poi farli assistere a una giornata che si è chiusa con forti guadagni across the board.
L’Eurostoxx 50 è salito dell’1.5%, inseguendo la Francia (+1.65%) e, soprattutto, l’Italia e la Spagna (rispettivamente +2.5% e +2.7%). Gli Stati Uniti, dal carattere più difensivo, raccolgono le briciole di una giornata confusa: as of writing, siamo a un nulla di fatto sull’S&P 500 e con pochi basis point di guadagno sul NASDAQ (in attesa della superquotazione del decennio…Facebook). Gli spread si allargavano e poi si sono andati a chiudere con un’ottima performance di Italia (-6.4bps) e Portogallo (-15.7bps…!!!). La Germania invece perde terreno, con il Bund che ritorna sopra quota 1.6%. Insomma, il mercato si è spaventato molto, salvo poi ricordare il detto (poco) famoso “the great thing about democracy is that it gives every voter a chance to do something stupid”.
Scherzi a parte, la Francia di Hollande ha già spinto sull’acceleratore relativamente al tema crescita – e lo fa soprattutto per opportunismo politico, dato che con le elezioni parlamentari alle porte c’è ancora bisogno di molta pessima retorica…anche se alla fine vincerà la realpolitik – e sta quindi cercando sponde anche qui da noi. Quoto il suo campaign manager: “Italy is a very important partner for our growth strategy”. Di fatto, contatti tra Monti, Bersani e Hollande pare siano già avvenuti, mentre il tentativo di Merkel (ormai non più “Merkozy”) di avvicinare a sé il Professore sono al momento in stand-by. Tra le sorprese (positive), c’è anche il Ministro delle Finanze tedesco – Wolfgang Schaeuble – che per la prima volta fa cenno al tema dei salari germanici, che possono salire (moderatamente) e quindi contribuire dalla loro parte a un riequilibrio degli sbilanci economici intra-area euro.
Contrariamente però a quanto diceva il Principe Klemens Wenzel von Metternich, oggi fa molta più paura l’instabilità politica in Grecia, gli interessi russi sull’Ellade sempre più pressanti e il rischio che la compagine politica europea sia sconquassata da spinte populiste. Spinte che anche qui in Italia si stanno facendo sentire (ma è meglio non commentare sulle amministrative). Questo è il trend macro che i mercati stanno cercando di ponderare. Alla fine oggi ha trionfato l’ottimismo, ma chi e quando farà veramente buscare il raffreddore a questo strano esperimento europeo?