Hygrón Pyr

Alla fine degli anni ’60 un autore a me ignoto (tale W. H. Spears Jr.) si è ispirato al mega-tomo “The History of the Decline and Fall of the Roman Empire” di Edward Gibbon (quest’ultimo – celeberrimo – aveva pubblicato il proprio lavoro in più volumi, tra il 1776 e il 1789) per redigere una trilogia di romanzi oggi introvabili. L’ultimo di questi si intitola “Greek Fire: The Fabulous Secret That Saved Europe” e, da quanto sono riuscito a scoprire, fa cenno più e più volte al famigerato ὑγρόν πῦρ, ovvero il cosiddetto “fuoco greco” che tanto male fece ai Saraceni durante il loro secondo assedio a Costantinopoli, alla fine dell’ottavo secolo dopo Cristo.

La caratteristica malefica di questo “napalm” ante-litteram stava nella sua capacità di ravvivarsi a ogni tentativo di spegnerlo con acqua. Lascia quindi interdetti scoprire, ancora una volta, quanto la Storia si presti benissimo a rappresentare la realtà contemporanea, dove la liquidità della Banca Centrale Europea – nel vano tentativo di spegnere il “fuoco greco” della crisi – sta di fatto spargendo le fiamme in molti paesi dell’area euro, le cui banche sono ormai amichevolmente definite da qualche trader smaliziato liquidity junkies. Ora, senza sconfessare la view strategica positiva, anche noi ci preoccupiamo degli effetti di un possibile downgrade da parte di Moody’s a seguito della usuale review delle banche europee (in particolare, di quelle italiane e spagnole…occhio ai prossimi giorni). E, allo stesso modo, non ci possiamo illudere che la Spagna non debba ricorrere a qualche piano di supporto da parte della Troika, visti il deficit sopra le righe, il debito pubblico off-balance sheet, la recessione di quest’anno, la disoccupazione giovanile oltre il 50% tra i giovani e la riluttanza delle regioni autonome ad aderire ai piani di austerità del governo.

Ciò detto, il downside del mercato è ancora protetto da diverse “put”: la prima della Federal Reserve e la seconda della Banca Centrale Europea (il famigerato ὑγρόν πῦρ). Quest’ultima, come avevamo già detto in passato, ha dato un messaggio molto potente (attraverso l’LTRO) dichiarando sostanzialmente di essere in grado di stabilizzare i mercati del credito. Tuttavia, rispetto all’estate di passione del 2011, oggi i politici dei PIIGS sanno benissimo che qualsiasi intervento da parte della Troika o della sola BCE porta con sé pesanti condizionalità: ovvero, riforme strutturali da implementare no matter what. E, comunque, c’è sempre il rischio che – a meno di ristrutturare (come scrive oggi Soros sull’FT) la stessa matrice istituzionale dell’Unione Europea – il “fuoco greco” non venga definitivamente spento.

In nostro aiuto vengono però altre considerazioni: il dato sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (facilmente rivedibile al rialzo nelle prossime release) ha deluso le aspettative, ma i leading indicator sull’occupazione americana non stanno indicando un mutamento di trend rispetto alla crescita che stiamo intravedendo; la Cina ha oggi indicato che il selective easing è stato effettivamente registrato dall’incremento di prestiti nell’economia ed è quindi un po’ esagerato pensare che i suoi policymaker si siano improvvisamente paralizzati (che il bottom del rallentamento del Celeste Impero sia già passato? Occhio ai dati di stanotte!); e, infine, non sorprende che in una fase di presunto risk-off i mercati emergenti (estremamente ciclici) stiano sovraperformando da inizio mese i mercati sviluppati, con un inizio di revisioni degli utili al rialzo che si stanno affacciando in Corea del Sud e a Hong Kong, paesi molti legati al ciclo economico globale? Buy those dips, come sta facendo oggi il mercato…

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