Oggi i mercati sono deboli, stoppando un rally che, per lo meno negli States, durava da tre giorni. Cause principali? Utili disappointing di UPS e 3M, numeri deboli sulla consumer confidence americana e sui dati della Federal Reserve dell’area di Richmond (altro leading indicator molto seguito), nonché (guess what?) ancora notevole confusione sulle discussioni attorno alla crisi in area euro. Soprattutto questo pomeriggio si è creato un momento di panico quando è circolata la news che il meeting di domani era stato cancellato: per fortuna, il lancio stampa è stato poi rettificato. Il meeting tra i leader dell’area euro ci sarà, mentre è stato posticipato quello dei ministri delle finanze, i quali discuteranno dei dettagli relativi all’agreement che domani DOVRÁ essere raggiunto. Questa è l’agenda approssimativa per domani (tutta in UK time):
11am : Merkel parla di fronte al Bundestag
13:00 : il Bundestag inizia le votazioni
16:45 : i leaders arrivano per il summit
17:00 : i lavori iniziano
18:15 : cena
19:00 : ulteriori meeting tra i leader dell’area euro
21:00 : a quest’ora dovrebbero iniziare a uscire le press-releases
Temo che non avremo nulla di conclusivo, ma tant’è…ci siamo ormai abituati e forse anche l’andamento del mercato sconta questa aspettativa: no big surprise. Idealmente, è però possibile fare una mini-casistica degli scenari possibili, divisi tra best, base e worst case:
Piena unione fiscale e creazione degli Eurobond – best case
- Implementazione di politiche fiscali di trasferimento tra “core” e “periphery”
- Emissione di garanzie comuni sui Titoli di Stato dei paesi dell’area euro in difficoltà
- Supervisione centralizzata delle politiche di bilancio, per stimolare la crescita e contenere la spesa in the long-term
“Muddling through” – base case
- Continuazione dell’attuale stato confusionale della politica economica europea
- Le modifiche all’EFSF vengono approvate, con la possibilità di vedere incrementi della capacità del veicolo
- Le banche europee vengono ricapitalizzate dove e quando necessario
- La BCE continua a fornire supporto in termini di liquidià, e potrebbe anche tagliare i tassi
- La crescita dell’area euro rallenta, ma una recessione può essere evitata proprio grazie alla BCE
- La crescita del G3 rimane strutturalmente più lenta, ma si evita una contrazione recessiva
Peggioramento della crisi – worst case
- Uscita della Grecia dall’Unione Monetaria Europea, con effetti negativi sul resto dell’area
- Crollo della fiducia nel sistema economico, politico e creditizio europeo, con spillover anche sul resto del mondo
- Fallimento degli stati membri più deboli, con intervento di FMI e BCE probabilmente non sufficiente a limitare il contagio
- La BCE dovrebbe iniettare grandi quantità di denaro nel sistema per fornire supporto alle banche
- Rischio di corsa agli sportelli e conseguente “congelamento” dei conti correnti
Ora, tornando al nostro Paese, credo che vi sia un problema che sta affiorando proprio in questi ultimi giorni. Ovvero, se la crisi dovesse intensificarsi di nuovo, l’Italia potrebbe trovarsi impreparata “politicamente” a spingere ulteriori interventi fiscali per aderire ai criteri di “conditionality” imposti da UE e BCE e ottenere quindi supporto sul mercato secondario (ancora oggi BTP a 5.95%).
Auguriamoci che domani i leader dell’area euro trovino un agreement.