EFSF più "capace"?

Giornata estremamente positiva per l’Europa, con l’Italia nuovamente sovraperfomante (+2.93%) e, in generale, tutti gli indici ben sopra il 2%. Solo UK, più difensiva, rimane indietro chiudendo a +0.85%. Negli Stati Uniti, as of writing, il mood è positivo (S&P 500 è a +1.75%) così come nel resto del continente americano (Argentina +4%). Nella notte abbiamo avuto un buon segnale tecnico dalla Cina (+3%), che ha chiuso sopra i massimi del giorno precedente, e dalla Russia (+2.38%). Parte della bullishness sui mercati è forse dovuta al dato di agosto per la produzione industriale dell’area euro (+5.3% y/y vs. consensus a +2.1%), parte è ricopertura di posizioni corte, parte è build-up di long bets su alcuni settori (most notably, on banks, dove oggi han fatto bene Barclays, DB, BNP, Soc Gen…tutte ben sopra il 5%).

Sul fronte “euro-sovereign crisis”, si va concretizzando un piano (http://www.usv.com/2011/09/were-hiring-1.php?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed) che potrebbe portare a una “moltiplicazione” della firepower dell’EFSF nell’ordine di 3x, senza fra l’altro aggiungere capitale pubblico né trasformare il veicolo in una sorta di assicurazione, in linea con il framework legale attualmente vigente. Pare infatti che Allianz, Deutsche Bank e alcune banche francesi stiano lavorando a stretto contatto con la BCE, l’Unione Europea e l’IMF sull’idea che i singoli stati (ad esempio, Spagna e Italia) potrebbero comprare dall’EFSF protezione da default (a un costo maggiorato) per un ammontare limitato del debito in emissione (si ipotizza il 25%-30%). La perdita dovuta a un eventuale haircut di debito sovrano, verrebbe dunque inclusa nel 25%-30% coperto dall’EFSF, garantendo i sottoscrittori dei bond e consentendo di ridurre drasticamente gli spreads sul mercato primario. È qualcosa di simile a quello che accennavo qualche settimana fa a proposito dell’opportunità o meno per la BCE di emettere CDS (invece che comprare debito) sui Titoli di Stato dell’area euro. Cambia l’istituzione emittente la protezione, ma il concetto è similare, con potenziali effetti calmanti anche per il secondario.

Nonostante questo newsflow, c’è risk aversion sui periferici, con allargamento su tutti i fronti. Il BTP è a quota 5.7%, essendosi allargato di altri 10bps durante la seduta odierna. Anche la Spagna è stata debole, tornando al di sopra del 5%. Più in generale i bond sono stati “scaricati” in un shift di asset allocation che credo possa proseguire ancora per qualche settimana. Le sorprese macro, infatti, sono tornate a essere supportive per il mercato (mentre per tutta l’estate era l’opposto) e l’earning season, come già detto, potrebbe essere un buon pretesto per tornare a essere lunghi in vista di una fine d’anno che, almeno stagionalmente, dovrebbe essere rewarding per l’equity. Sarà ovviamente tutta un’altra faccenda per il 2012.

Per chi volesse trovare un hedge rispetto allo scenario più positivo di breve termine, probabilmente il modo migliore è quello di andare corti AUD vs. USD: i colleghi dell’Investment Banking di Credit Suisse hanno pubblicato un breve snaphost che analizza la correlazione dell’Aussie con 1) commodity/China e 2) euro-crisis/banks. La conclusione è che si tratta della valuta più efficiente per realizzare un hedge, nonché approfittare di una banca centrale che sta cambiando stance (togliendo quindi supporto in termini di carry) e di un posizionamento eccessivamente long che ha già subito un parziale unwinding. È infatti più incerto il futuro dell’EUR/USD, dato che la Fed sta già facendo un’operazione “espansiva” (Operation Twist) mentre la BCE rimane hawkish, per lo meno guardando il tasso ufficiale di sconto.

Ma dubito che rimarranno così “severi” per altro tempo: la congiuntura in area euro è peggiore che negli Stati Uniti e le condizioni finanziarie più restrittive porteranno inevitabilmente, in my opinion, a un rilassamento della politica monetaria. Vedremo Draghi come inaugurerà la sua Presidenza.

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