La settimana si chiude con dati positivi (finalmente) sul fronte occupazionale negli Stati Uniti (anche se alcuni scioperi possono aver impattato la release). E, soprattutto in Europa, il mood è decisamente positivo, anche dal punto di vista tecnico. L’Eurostoxx chiude a +0.9%, con il FTSE MIB in sovraperformance a +1.3%, mentre in US l’S&P è flat (0.16%). Gli spread tuttavia allargano, e anche i core countries perdono, probabilmente a causa di una riallocazione su risky assets. Sulle banche, vincono soltanto Unicredit, Intesa e le spagnole BBVA e Santander. Il resto ha chiuso (seppur marginalmente) in rosso.
È interessante osservare come in questa fase – siamo ancora lontani da una risoluzione definitiva della crisi – gli strumenti di “hedging” non stiano performando molto (l’oro è sostanzialmente flattish), ovvero non stanno puntando a nuovi estremi. Mentre sembra che sempre più investitori si stiano preoccupando di un possibile year-end rally da questi livelli (e qui riporto il commento di Jonathan Wilmot): notevole a questo riguarda è come il mercato abbia reagito alla delusione fornita da Trichet l’altro giorno. E non è assurda l’osservazione che le valutazioni stiano scontando eccessivo pessimismo rispetto alla realtà. A questo proposito, notavo come l’indice che misura le sorprese macro negli Stati Uniti sia tornato a essere positivo, meaning che l’assessment della situazione macro era veramente troppo negativo.
Detto ciò, la settimana si conclude senza grandi novità relativamente ai temi caldi: la tranche da 8mld di aiuti per la Grecia è ancora “pending”, con il ministro delle finanze Venizelos che afferma di essere in grado di onorare i pagamenti almeno fino alla metà del prossimo mese; inoltre, i termini dello scambio volontario sul debito greco verranno probabilmente rivisti, includendo un haircut dell’ordine del 50%, ben più realistico del 21% previsto dall’accordo precedente. Intanto procede la ratifica delle modifiche all’EFSF, insieme alle discussioni relativamente alla possibilità di fare leva sul fondo per potenziare la sua capacità di fuoco.
Vi riporto in allegato la picture sullo stress finanziario in area euro:
Sembra che ci sia stabilizzazione, anche se il grafico in basso a sinistra delle ECB Overnight Facility continua a mostrare segnali negativi. D’altro canto, sull’interbancario c’è quiete, mentre sui CDS ancora non c’è stato molto restringimento in questi giorni. La percezione del rischio sul settore è ancora molto alta (si veda la tematica di Dexia, ad esempio).
Intanto, as of writing, Fitch ha downgradato l’Italia (A+, con outlook negativo). Oggi l’Italia allarga di poco, siamo ancora a 5.52%. We’re not out of the woods, yet.