Visto l’andamento positivo dei mercati, oggi mi permetto di anticipare un’osservazione fuori dagli schemi.
Tra la miriade di analisi che leggiamo ogni giorno, mi è rimasta impressa la seguente (quoto): “Debt is a call on future earnings, i.e. it presumes there will always be economic “growth” (however you may define it) in order to produce those future streams of income which will service the debt.“
Potremmo chiamarla la necessità di vivere in una realtà di “permagrowth”, una condizione che però nel mondo reale è fisicamente impossibile (per dirla con la seconda legge della termodinamica, la macchina in moto perpetuo non esiste). E se l’entropia dell’universo aumenta man mano che dall’ordine si passa al disordine, potremmo pensare al corollario “as the universe always tends to disorder, so debt always tends to default.”
In altre parole, dato che “permagrowth” è impossibile, altrettanto impossibile è “permadebt”.
Chiedo scusa per i riferimenti alla fisica, ma mi sono permesso di citare espressamente la parola “entropia” (e qui chiudo il cerchio) perché trovo che il flusso di notizie relative a Grecia, debiti sovrani, EFSF abbia raggiunto proporzioni torrenziali e pericolose. Soprattutto alla luce delle prossime scadenze parlamentari in Germania, dove appunto si dovrebbe approvare la normativa riguardante l’EFSF. Markets need more clarity.
Oggi le banche francesi fanno oltre il 13% (BNP quasi 15%, as of writing). I mercati emergenti hanno rimbalzato (Corea +5%, Taiwan +3%, Russia +2.5%, Brasile +2%), ma se è ancora vero che questi ultimi sono una call option sulla crescita globale (non c’è e non ci sarà ancora decoupling per molto tempo), dai miei Bloomberg-screen il newsflow macro non lascia per nulla intendere che il PIL sorprenderà al rialzo le attese (ormai molto più magre di 3 mesi fa) degli economisti. Risky assets sono ancora ultra-depressed, come già detto molte volte osservando gli indici di risk appetite. Quindi, verosimilmente, ogni notizia marginalmente positiva può dare un forte sostegno ai comparti più rischiosi e bastonati. Oggi Garthwaite – equity strategist di Credit Suisse – ha espressamente indicato la ricetta per lui necessaria affinché upgradi l’Europa (e l’abbiamo citata più volte anche noi):
– ampliamento dei fondi a disposizione per una cifra totale intorno a €1-1.5tn
– coinvolgimento attivo della BCE attraverso l’acquisto di bond periferici under conditionality
– una facility per ricapitalizzare le banche
– un planning chiaro e trasparente che dia visibilità al mercato
Oggi i mercati non sono sù per la nota del nostro eccellente strategist, ma probabilmente per le discussioni around-EFSF, che potrebbe essere trasformato in un veicolo-SPV in grado di emettere e comprare bond con maggiore destrezza (=no national parliament pre-approval). Ma una volta sistemata la parte dell’equazione relativa al “ring-fencing” della crisi in area euro (dove secondo me stiamo arrivando a scontare tutto = fairly valued on that side), l’altro lato da affrontare è quello della crescita. Il Fondo Monetario Internazionale è stato chiarissimo: in un contesto macro in cui molti paesi sono in modalità “fiscal-austerity plus anemic growth”, è necessario che qualcuno compensi con maggiore crescita e/o stimolo fiscale. Chi si candida? La Germania mi pare sia poco willing…
L’alternativa? Gloom…boom…doom…”risk of depression is huge” Roubini docet http://www.economonitor.com/nouriel/2011/09/26/emerging-markets-interview-with-nouriel-roubini-risk-of-depression-is-huge/
Felice serata!