Come accennato, il week-end ha portato consiglio (solo) ad alcuni. Se non è infatti piaciuto il commento della Lagarde (nuovo Managing Director dell’IMF, che ha parlato della necessità di “urgenti, e potenzialmente mandatory, misure per ricapitalizzare le banche europee…ouch), sembra invece che lo speech di Bernanke a Jackson Hole sia stato equilibrato e con spunti di saggezza, tanto da trainare i mercati anche nella giornata odierna.
Ben Bernanke, a mio parere, ha colto nel segno: senza dare indicazioni dettagliate su quali misure di politica monetaria la Fed adotterà in futuro, ha segnalato che 1) a settembre il meeting mensile durerà 2 giorni (ovvero, decideranno su qualcosa di importante) e che 2) la politica deve fare la sua parte. Non poteva essere più diretto di così (quoto): “Although the issue of fiscal sustainability must urgently be addressed, fiscal policymakers should not, as a consequence, disregard the fragility of the current economic recovery. Fortunately, the two goals of achieving fiscal sustainability–which is the result of responsible policies set in place for the longer term–and avoiding the creation of fiscal headwinds for the current recovery are not incompatible”.
In risposta, l’S&P 500 ha chiuso a +1.5% venerdì e oggi quota a +1.75% (sospinto anche dall’annuncio positivo di Bank of America, +5.28%, che vende una quota in China Construction Bank per $3.3bn di profitto), seguendo un’Europa brillante a +2.57% (l’area euro fa di più perché ha fatto -1.18% venerdì) e un Giappone più modesto a +0.61%. Siamo decisamente in modalità risk-on anche sull’equity dei periferici, con la Grecia che guadagna il +17.46%, trainata dalle news di M&A tra EFG Eurobank e Alpha Bank, con la partecipazione anche di fondi dal Qatar. E pure i mercati emergenti fanno bene in mattinata: l’India chiude a +3.58%, la Corea del Sud a +2.84% e la Russia sta quotando ora a +3.59%, seguita dal Brasile a +2.2%, as of writing.
Non si può definire altrettanto “risky” l’atteggiamento degli investitori sul fronte obbligazionario governativo. Si allarga di 22bps il 10yr greco, seguito da Portogallo (+5bps) e Italia (+2bps). Anche la Germania ritraccia, ma questo è naturalmente in linea con un atteggiamento meno difensivo sull’equity della giornata odierna. Fa invece paura la ridda di commenti da Berlino e dalle altre città tedesche a proposito delle misure sinora prese dall’Unione Europea per contenere la crisi finanziaria. Addirittura il Presidente della Repubblica Wulff ha accusato la BCE di violare il suo mandato acquistando bond italiani e spagnoli. Tutti gli occhi e le orecchie saranno puntati quindi al 7 settembre, quando la Corte Costituzionale tedesca giudicherà sulla legittimità o meno dei pacchetti di salvataggio partecipati anche dalla Germania (la Merkel ha addirittura annullato una visita ufficiale in Russia per questa ragione).
Tornando ai fondamentali, i dati sul fronte macro continuano a deteriorarsi. Oggi è uscita la survey della Fed di Dallas, con un dato per il mese di agosto a -11.4, contro attese di -8.5 e dati precedenti a luglio a -2. Il sentiment è evidentemente peggiorato e sarà molto importante capire questa settimana che ulteriore input darà l’ISM del settore manifatturiero negli Stati Uniti, che tirerà le somme sullo stato di salute del comparto. Sempre durante la settimana avremo i dati sul fronte occupazionale in America, dove molti analisti si attendono poche novità e crescita sostanzialmente flat nelle assunzioni. News recenti sul fronte invece dell’inflazione sono arrivate poco fa dalla BCE: Trichet ha annunciato che lo staff della banca centrale sta rivedendo le proprie proiezioni alla luce del rallentamento dell’area euro. Potrebbe essere un “plus” per lo scenario, visto che Trichet è stato forse eccessivamente hawkish negli ultimi mesi. Si è invece parlato poco degli sviluppi di politica monetaria in Cina: cercheremo di approfondire nelle prossime sedute, vista anche l’importanza della survey che uscirà giovedì (Purchasing Manager Index del comparto manifatturiero).
Chiudo ricordandovi che nei giorni scorsi abbiamo spesso parlato di condizioni di mercato “oversold”: questo rimbalzo è quindi relativamente atteso dagli investitori, che però si stanno collettivamente domandando se è il momento di alleggerire le posizioni o se conviene attendere l’inizio del mese per rivedere i portafogli ed eventualmente ribilanciare. Entrano quindi in gioco aspetti psicologici importanti e difficili da monitorare. Chi è infatti bearish, dirà che ora è il momento di vendere: il rally che stiamo sperimentando (circa +7% dal secondo minimo dell’S&P) lo chiamano “dead cat bounce”. Chi è bullish, invece, dovrà probabilmente ribilanciare tra mercoledì e venerdì.
Il trend per i prossimi mesi credo potrà essere determinato da chi riuscirà a dare il passo alle prossime sedute.