Chi, nel 2012, comprerà il debito bancario non garantito?

Ieri sera chiusura brillante di Wall Street (S&P +1.31%, Nasdaq +0.88% e Dow +1.29%), seguita da rialzi in Asia (Nikkei +1.54%, Hong Kong +1.5%, Korea +0.56%) e aperture positive in Europa e nei mercati emergenti. I volumi non sono ancora favolosi (anzi, i nostri trader su Europe dicono “volumes horrible”) e il rimbalzo di ieri è stato sicuramente guidato da un improvviso cambio d’umore sui titoli finanziari (Bank of America +11%, more below on today’s big news): fra l’altro si parla di un possibile programma di rifinanziamento allo studio della White House per sostenere il mercato immobiliare. Segno di questa inversione di tendenza è anche il forte storno osservato sull’oro (e che sta continuando oggi): dai massimi toccati martedì, 1’913.5 $/oz, siamo ora a 1’726 $/oz. Troppo volatile come “safe haven”.

Sul fronte obbligazionario credo che quello che il mercato prezzava qualche giorno fa (quando ad esempio i 10yr Treasuries erano scesi brevemente sotto il 2%, scontando slower growth for longer & potentially a new recession), sia stato rivisto con maggiore realismo relativamente all’outcome di Jackson Hole. Ovvero, è difficile che venerdì Ben Bernanke annunci operazioni inattese: riconoscerà i rischi alla crescita e probabilmente delineerà le opzioni già sul tavolo, ampiamente discusso e vivisezionate dalla comunità finanziaria in queste settimane.

Quindi, sia oro che obbligazioni sembrano allontanarsi da un QE3-scenario…

Ritornando alle banche, ieri notte è uscito un articolo su Reuters (http://in.reuters.com/article/2011/08/24/banks-funding-government-guarantees-idINL5E7JN1Z220110824) che reitera alcune nostre riflessioni aggiungendo ulteriori spunti d’analisi: nel 2012 ci saranno da rifinanziare delle tranche importanti di government-guaranteed debt sulle banche europee.

Il rischio ora è non solo legato agli ammontari (stimati in $230bn in Europe e $122bn in US) e ai problemi di funding che abbiamo osservato nei giorni scorsi, ma soprattutto a chi comprerà questo debito e a quale premio, visto che le nuove passività saranno emesse senza garanzie governative.

Il resto della mattinata si è sviluppato comunque senza grandi sorprese. Dopo pranzo Eurostoxx 50 a +1.06% e future su S&P a +0.3%.

Prima dell’apertura US è circolata la news che Warren Buffett investirà $5bn in Bank of America. In pre-apertura il titolo è salito molto (+22%) e i CDS hanno subito stretto di 100bps al primo quote visibile sul mercato. Borse ovviamente supportate dalla notizia per qualche decina di minuti: as of writing, invece, Eurostoxx 50 è a -0.69% e l’S&P 500 è a -0.21%. Environment estremamente volatile e difficile da tradare.

Su BAC, commento azzeccatissimo di un broker italiano: “Buffett rules…BAC conditions”. Buffett compra infatti 50mila perpetual preferred shares a $100k ciascuna (redeemable da BAC a un premio del 5%), riceve un dividendo del 6% annuale, pagato trimestralmente, e ottiene dei warrants (esercitabili in tutto o in parte quando vuole Buffett) per comprare altre 700mln common shares a $7.1428 per share. That’s a deal! E nonostante il rimbalzo, credo che BAC sia alle corde…

Infine, su macro dati ancora deludenti: i jobless claims negli Stati Uniti sono usciti peggio delle aspettative. Il mercato del lavoro tentenna e non sostiene il mood macro.

Chiudo il mailing con l’ultimo update di mercato, sintomatico della difficoltà di questi giorni: Germania perde 3% (e gli altri mercati seguono a distanza in un movimento molto brusco) su rumours di ministro delle finanze tedesco che evidenzia la necessità di aumentare (finalmente) la firepower dell’EFSF per comprare bond sul mercato secondario.

Chi paga il conto? Il Dax può essere ancora shortato……

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